Premessa alla Glossa al «Pater»

Il ms. 269 conservato alla Biblioteca del Trinity College di Dublino è un codice che contiene 80 cc. pergamenacee della dimensione di cm. 13 x 9, e che presenta la lacuna di una carta strappata tra le attuali cc. 23-24. Gli scritti, distribuiti su 78 cc., sono disposti su di una singola colonna di 14 righe per pagina. Nella c. 23v appaiono solo alcune linee di scrittura di mano moderna; nel margine inferiore di c. 66v si nota il disegno di una figura umana con un ampio copricapo; nel margine inferiore di c. 67r è disegnato un animale a quattro zampe; la c. 75v non contiene alcun testo, ma un disegno poco comprensibile con al centro una piccola croce a terminazioni arrotondate. Riguardo al contenuto della silloge presente nel ms., testimoniata unicamente da questo codice, il primo testo è un trattato ecclesiologico (cc. 1r-23r), il secondo è il nostro commento al Pater (cc. 24r-75r), e infine il terzo breve scritto è ancora di genere ecclesiologico (cc. 76r-77r); a conclusione è aggiunta una tavola pasquale degli anni 1376-1400. Gli errori e le correzioni riscontrabili nelle prime due opere ci indicano che queste non sono testi originali. Secondo Théo Venckeleer nel ms. avrebbero operato quattro diversi copisti: il primo avrebbe trascritto il trattato ecclesiologico, un secondo la prima parte della Glossa (fino a c. 49v), un terzo la rimanente parte di questa e il piccolo testo ecclesiologico che la segue, ed infine un ultimo copista avrebbe aggiunto la tavola pasquale, che, sempre secondo il filologo belga, fornirebbe in tal modo il terminus ante quem dell’intera silloge.

Per quanto riguarda la lingua del ms., fino ad ora non ancora oggetto di uno studio approfondito, Venckeleer ha riscontrato che, nonostante differisca leggermente tra le diverse opere presenti, appartiene allo stesso dialetto d’oc. Possiamo in effetti constatare che si tratta di un dialetto alpino piuttosto evoluto e che presenta diverse convergenze con la lingua dei manoscritti valdesi dei secoli XV e XVI, anche se per una caratterizzazione più precisa bisognerà attendere studi futuri. Si può quindi ipotizzare che il ms. 269 sia una copia tardiva, forse realizzata in area valdese.

Quando nel 1917 Mario Esposito riesumò il ms. 269, ritenne di avere ritrovato un codice proveniente dall’ambito religioso valdese e appartenuto agli inizi del secolo XVII all’arcivescovo James Ussher. Solo nei primi anni sessanta del secolo XX Venckeleer chiarì che, se tale ms. effettivamente aveva fatto parte della raccolta in possesso del prelato irlandese, doveva però essere ricondotto alla cerchia delle comunità catare. La Glossa contenuta nel codice dublinese adotta un testo del Pater in cui la versione matteana panem supersubstantialem sostituisce quella lucana di panem quotidianum e a conclusione della preghiera viene aggiunta la dossologia quoniam tuum est regnum et virtus et gloria. Tale commento si presenta come uno sviluppo teologico piuttosto complesso di un sistema costituito da sette sostanze: carità, visitazioni, spiriti, vite, anime, cuori e corpi. Al centro della riflessione sono collocati il popolo degli spiriti e lo spirito di Adamo, che richiedono al Padre l’invio della carità dopo le drammatiche vicende dell’assalto alla ‘terra di vita’ da parte delle schiere di Satana e del peccato commesso dallo stesso popolo degli spiriti. Per enunciare tale pensiero, l’autore, che rivela una notevole competenza teologica, si avvale di spunti che trovano un’eco anche nelle antiche dottrine gnostiche e giudeo-cristiane, nonché nell’opera di Dionigi l’Areopagita, ma che non sono pienamente comprensibili se non attraverso la loro collocazione nel contesto teologico dell’occidente medioevale. Le dottrine catare che stanno alla base di questa esposizione del Pater mostrano una notevole corrispondenza con quelle diffuse nella Linguadoca tra la fine del secolo XII e l’inizio del XIII, attestate ad esempio nel Trattato cataro trasmesso da un’opera controversistica di Durando d’Osca; tali considerazioni mi portano ad ipotizzare che proprio queste costituiscano le coordinate spazio-temporali d’origine della Glossa. Con buona probabilità il suo contesto vitale era costituito dall’ambito liturgico della Traditio Orationis e del conferimento del consolamentum: tra i catari era infatti usuale che in quell’occasione l’anziano o il vescovo della comunità pronunciassero un sermone a spiegazione del senso profondo dell’atto con cui il credente sarebbe stato accolto nella comunità dei boni christiani. Per questo motivo, nonostante la Glossa al Pater di Dublino risulti piuttosto difforme dal commento alla stessa preghiera contenuto nel Rituale latino cataro di Firenze, è possibile comunque sostenere che essa costituisce un frammento di rituale cataro.

La presente edizione in linea riproduce, con le correzioni elencate qui in calce e con l’aggiunta della paragrafazione, quella da me pubblicata in Heresis nel 2001. Ringrazio la prof. Luciana Borghi per alcuni suggerimenti che mi hanno permesso di migliorare il testo rispetto all’edizione a stampa.

Enrico Riparelli

30.iv.2002

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Variazioni rispetto all’ed. 2001

Indico dopo il numero di paragrafo la lezione del Rialto, fra parentesi quella dell’ed. 2001.

1.4:  era peri (era pert)

2.6:  viorem (vioren)

2.6:  hobedirem (hobediren)

2.8, 7.3, 7.17, 7.21, 8.5:  devem (deven)

3.33, 7.10, 9.20, 9.23, 9.24:  Ierusalem (Ierusalin)

4.10 (due volte), 10.8 (due volte), 10.9:  vivem (viven)

4.10:  volem (volen)

4.10 (due volte):  sarem (saren)

4.10:  dizem (dizen)

4.26:  a paleis (apaleis)

4.28:  de lo (delo)

5.13:  obre en la vita (obre e en la vita)

5.15, 9.15:  marceneia (merceneia)

6.6:  benigna; carita totas (benigna carita; totas)

7.7, 7.17, 8.3, 12.10:  havem (haven)

7.21:  amem (amen)

7.22:  perdonem (perdonen)

8.16:  tentem (tenten)

8.21:  als ‹ . . . › que (als que)

9.25:  Ierusalem (Ierusalin)

10.2, 11.2, 11.3, 12.3:  entendem (entenden)

10.3:  regnarem (regnaren)

10.8 (due volte), 10.9:  morem (moren)

10.10 (due volte):  pecarem (pecaren)

10.10:  sabem (saben)

10.10:  a pe (ape)

passim:  aisi com (aisicom)



Glossa al «Pater»

‹ . . . ›  /f. 24r/ aisi com el mostra per Yeremia profeta, dizent: «Vevos, yo los amenarei de la terra de Aquilon e los aiostarei de las derrieranas de la terra; en plor venran e en preyeras los remenaray». [1.2] E derreco: «Cant li lxx an comenceran esser conplit», dis, «yo visitarei e suscitarei sobre vos la mia bona parola que yo vos remene en aquest loc. [1.3] E apelares mi e andares e orares e yo vos eisaodirei; vos querres mi e trobares e yo remenarei la vostra caitivetat /f. 24v/ e vos aiostarai de totas las genz e de tot los locs als cals yo vos descacei: ço dis lo Segnor».

[1.4] E per ço lo nostre Segnor Yesu Christ es trames del Segnor que el queres aquel poble que era descaçat que el lo salves, aisi com Yesu Christ ‹dis› al Vangeli: «Lo fill de l’ome venc querir e salvar ço que era peri». [1.5] E per ço lo nostre Segnor Yesu Christ, cant el fo vengu del seti de la grandeça per querir e per salvar aquel poble, que el fora menesa luy de la terra de lo enemic, aisi com es dit desobre, luy parlant a aquel poble. [1.6] Dont el dis /f. 25r/ en lo Evangeli: «Verament, verament dic a vos: vos plorares e plagneres; mas lo mont se alegrara; mas vos sares contristat». [1.7] E dereco: «Car coven tot tenp orar e no defallir». [1.8] E dereco: «Vella e ora que no intre en tenptacion». [1.9] E per ço el nos ensegna orar aisi:

[2.1] Pater Noster qui es in celis.

[2.2] Lo Saint Paire en lo esgardament del cal la nostra oracion es endreiçada aisi com lo encens, /f. 25v/ dizent lo salmista David: «O Segnor, la mia oracion sia exauzida al tio esgardament aisi com lo encens», el es Paire dels lumes, ço es de las caritas, aisi com saint Iaco dis en la Pistola: «Tot don fort bon e tot don perfeit es deisendent de sus, del Paire dels lumes».

[2.3] Mas aquest es lo perfeit, del cal dis lo Apostol als Corintians: «Mas cant sara vengu ço que es perfeit, adonc sara esvoida ço que es de part».

[2.4] E el es Paire de las misericordias, ço es de las visitanças, /f. 26r/ aisi com dis lo Apostol als Corintians: «Lo beneit Dio, lo Paire del nostre Segnor Yesu Christ, Paire de las misericordias». [2.5] Mais de questas misericordias parla lo salmista, dizent: «Confesso‹n› al Segnor las misericordias de luy». [2.6] E atresi es Paire dels sperit, aisi com saint Paul dis als Hebraic: «Cant maiorment nos hobedirem al Paire dels sperit e viorem».

[2.7] Per ço es trames lo salvador, primerament per donar penetença car iustas eran, e aquel meysme sperit, ço es segnat de quel meysme Segnor, gardar los comandament de lo Vangeli /f. 26v/ e dire aquesta oracion.

[2.8] E dereco devem saber que aquel Segnor que es Paire dels lumes e de las misericordias, ço es de las caritas e de las visitanças, e dels sperit, es atresi Paire de totas las aotras sustancias, ço es a saber de las vitas e de las armas e dels cors e dels corses; car aisi o testimonige saint Paul, dizent: «Tota paternita es nomada»; lo cal es «un Dio e Paire de totas cosas».

[2.9] E el habita als cels, aisi com dis lo salmista: «A tu levei los /f. 27r/ mios ollz, lo cal habitas al cels». [2.10] Mas aquesti cel en li cal lo nostre Paire habita son las caritas. [2.11] E el atresi es carita, aisi com dis saint Iohan: «Dio es carita». [2.12] E dereco aquel meysme Paire que habita als cels es cel del cal lo nostre Segnor Yesu Christ issic e al cal el conversant habitava en la terra, aisi com dis lo salmista: «Del sobeiran cel, lo issiment de luy». [2.13] E el, lo Segnor, dis en lo Evangeli: «Yo issic de Dio e vinc». [2.14] E dereco: «Yo issic del Paire e vinc al mont».

[2.15] Mais lo nostre Segnor habitava /f. 27v/ en aquel meysme cel, aisi com el dis en lo Evangeli: «Nengun no monta al cel, si no aquel que deisende del cel, lo fill de l’ome lo cal es al cel».

[2.16] E aisi lo Paire del cal lo Fill de Dio issic e lo cal el habita als cels; per ço el dis pois: «No crees vos que lo Paire es en mi e yo al Paire?». [2.17] E dereco dis: «Que vos conoysas que lo Paire es en mi e yo en lo Paire». [2.18] E es a saber que, aisi com lo Saint Paire es al cels e lo Fill, aisi es en tot nos, aisi com l’Apostol dis als Efesians: «Un Dio, Paire /f. 28r/ de totas cosas, lo cal es sobre tot e per totas cosas en totz nos».

[2.19] Atresi lo Fill no tant solament es en lo Paire, mas neis en nos e en totas las cosas que son en Luy e de Luy, aisi com dis saint Paul als Romans: «Car de luy e per luy e en luy son totas cosas: a luy gloria al segles del segles». [2.20] E al Fait de li Apostol dis: «Car en luy vivem e sem mogu e sem». [2.21] E lo Segnor dis en lo Evangeli: «Mas no te preo solament per aquestos, mas per aquelos que son a creire en mi per la parola /f. 28v/ de lor; que tuit sian una cosa. [2.22] Aisi com tu, Paire, en mi e yo en tu, que ille sian una cosa en nos».

[2.23] E dereco es a saber que tuit li cel en los cals lo nostre Paire habita, ço es las caritas, son al seten cel, aisi com lo angel ensegna a Ysaya profeta, e dis a luy en la soa vision: «Aici ia no es trhon ni li angel senestre, mas de la vertu del seten cel an ordenament; aqui ont es lo ric Fill de Dio e tuit li cel». [2.24] Mais, que li cel, ço es las caritas, espandon la lor gracia de aqui endreit /f. 29r/ sobre las nivolas, ço es sobre las visitanças; e per ço que elas, molladas de la rosada de las caritas, espandon la lor ploya, ço es la lor benedicion, sobre la terra, ço es sobre los sperit: per ço aquill sperit, mollat de la benedicion de las visitanças, germenan lo salvador en las soas sostancias, aisi com dis Ysaya profeta: «O cels arrosa desobre e las nivolas plovan lo iust; la terra sia uberta e germene lo salvador».

[2.25] Per ço lo sperit del nostre primer format, parlant del mollament /f. 29v/ del sio cap, ço es de la soa visitança, dis en Cantica Canticorum: «Obre a mi, la mia seror, la mia amiga, la mia colonba, la mia non soçada; car lo mio cap es plen de la rosada», ço es de la misericordia car la visitança de luy, la cal es cap de luy, havia recebu e troba gracia e misericordia de la soa caritat. [2.26] Mais las flotas de luy eran plenas de las gotas de las nivolas, ço es a saber li sperit ministrador servent a lor cap, ço es a la soa visitança, eran /f. 30r/ plen de las laideças, stragnas caritas, las cals son apelas noit aisi com las nostras caritas son apeladas lumes, aisi com dis saint Iaco: «Tot don fort bon e tot don perfeit es desus, deisendent del Paire dels lumes», ço es de las caritas, las cals son lumes de las visitanças car las enlumenan.

[2.27] Mas aquelas visitanças son aquelas nivolas las cals, recebua la rosada celestial plovent lo iust, presenteron luy en l’esgardament de lo Ancian dels Dias, aisi com dis Daniel profeta, dizent /f. 30v/: «Per ço yo esgardavo en la vision de la noit e vevos: en las nivolas del cel aisi com lo fill de l’ome venia e pervenc entro a lo Ancian dels Dias; e porteron lo en lo esgardament de luy». [2.28] E saint Iohan, parlant de quelas nivolas, dis: «Vevos: el ven ab las nivolas del cel», ço es ab las visitanças del Paire. [2.29] E lo salmista, parlant del nostre Segnor e de las nivolas denant ditas, dis: «E la vertut de luy en las nivolas», etcetera.

[3.1] /f. 31r/ Sanctificetur nomen tuum.

[3.2] Aquest poble ofrent aquesta oracion al Segnor, laide lo nom del sio Dio entre las genz a las cals el intre, aisi com lo Segnor dis per Ezechiel profeta: «Non per vos yo faray, maison de Israel, mas per lo mio saint nom lo cal vos laides entre las genz a las cals vos intre».

[3.3] E aquest saint nom fo blasma per aquest poble entre las genz, aisi com lo Apostol dis als Romans: «Car lo nom de Dio es blasma per vos entre las genz, /f. 31v/ aisi com es scrit».

[3.4] Per ço aquest poble primerament requer del sio Dio que santifique lo sio nom laizat per lor, per ço que sian santificat.

[3.5] Per ço lo Segnor aovent las oracions de lor enant que cridesan a Luy, aisi com el dis per Ysaya profeta: «Enant que ille cridon, yo los esaudirei; encar lor parlant yo aovirei».

[3.6] De la santificacion del sio nom, e neis del sio poble, dis lo Segnor per Ezechiel profeta: «Yo santificarei lo mio grant nom lo cal es laiza entre las genz, lo cal vos haves /f. 32r/ laizat entre lor, que sapian las genz que yo soy Segnor; cant yo sarei santificat en vos denant lor, yo vos penrei de las genz», etcetera.

[3.7] Mas aquest nom lo cal fo laiza de quest poble es visitança del Paire que peque en volonta e no en laideça.

[3.8] Mas la congregacion de las visitanças es apela Fill de Dio; per ço lo primer Moyses dis: «Pequeron a luy e no li fill de luy en laideça». [3.9] Mas aquestas visitanças devian primerament esser sanctificadas car pequeron /f. 32v/ solament en volontat. [3.10] Atresi lo Fill de Dio, que era visitança, volc aotra cosa que son Paire, aisi com el dis en lo Vangeli: «Paire mio, si es poderosa cosa, trapase de mi aquest beorage; mas pero no aisi com yo volo, mas aisi com tu». [3.11] E dereco: «Paire, si tu voles, trasporta de mi aquest beorage; mas no sia faita la mia volonta mas la toa».

[3.12] Per aiço aquel Fill de Dio santifique si meysme per ço que el santifiques pois lo poble de Dio, aisi com el dis en lo Vangeli: «Yo santifico mi meysme /f. 33r/ per lor, per ço que ille sian santifica en verita».

[3.13] E deo hom saber que lo nostre Segnor Yesu Christ no solament santifique si meysme per la santificacion del poble, mais per aquela fo pasionat, aisi com saint Paul dis als Hebraic: «Per ço e Yesu fo passionat fora la porta, a ço que el santifiques lo poble».

[3.14] Mas dereco es a saber que lo nom del Paire, ço es la visitança la cal santificadoira del Paire, es apelada Iacob mas lo sperit sot stant a luy es apelat Israel; per ço lo Segnor, volent santificar lo sio nom, ço /f. 33v/ es la visitança la cal es cap de las aotras visitanças las cals pequeron en volontat, la cal neis es apelada Iacob, a luy trames primerament la soa parola; non per ço que fazes penedença, cum sença penedença sian li don e li apelament de Dio, atresi cum aquel peca no fos reconta a luy del Segnor, aisi com lo Apostol dis als Romans: «Benaora es lo bar al cal lo Segnor no reconte peccat». [3.15] E dereco dis: «Sença penedença soetcetera.

[3.16] Mas lo Segnor per ço trames primerament la soa parola a Iacob: /f. 34r/ per que la parola cazes en Israel, ço es de la visitança cazes en l’esperit, ço es Israel lo cal es cap dels aotres sperit que pequeron; per ço dis Ysaya profeta: «Lo Segnor trames la soa parola en Iacob e cazec en Israel». [3.17] Per ço Iacob, ço es la visitança, recebua la gracia e la misericordia de Dio, se alegre; e en la alegreça de luy se alegre Israel, ço es l’esperit, aisi com ‹dis› lo salmista: «Cals dara de Syon lo salvador a Israel? Cant lo Segnor convertira la caytiveta del sio poble, se alegrara Iacob e se alegrara Israel».

[3.18] /f. 34v/ Mas aquest es lo saint Iacob lo cal era santificador del sios fillz en la predicacion del Dio de Israel, aisi com lo Segnor parla per Ysaya profeta: «No sara ar vergognat Iacob ni lo volt de luy no sara ara vergognat; mas, cant veira los sios fillz, la obra de las mans mias al mey de luy, santificant lo mio nom, e santificaran lo saint Iacob e predicaran lo Dio de Israel».

[3.19] Mais es de saber que aquestas visitanças que son apeladas per lo nom de Iacob son aquelas montagnas que /f. 35r/ devon recebre la semença del Segnor per ço que porton fruit al poble de Israel ço es als sperit, aisi com lo Segnor dis per Ezechiel profeta: «Mas vos, o pois de Israel, germena vostres rams que portes fruit al mio poble Israel; e vos sares arat e recebres la semença e yo motiplicarei en vos los homes e tota la maison de Israel». [3.20] E lo salmista parlant de aquelos poys e pregant per la pax de Israel, dis: «Li poy receban la pax al poble». [3.21] Per ço aquel profeta leve los sios ollz a aquelos poys car lo /f. 35v/ sio aiutori era avenidor a si de els, aisi com el dis: «Yo levei los mios ollz als poys dont lo aiutori venra a mi».

[3.22] Mas la cita de Dio es fondada sobre aquestos poys, aisi com aquel profeta dis: «Lo fondament de ley es en los poys».

[3.23] E dereco deo hom saber que, lo nostre Segnor volent tirar a si lo sio poble, aisi com la Verita dis en lo Evangeli: «Nengun non po venir a mi si lo mio Paire no tirara luy», el ordene en Iacob, ço es en la visitança, tirar a si Israel, ço es l’esperit: car Iacob es la /f. 36r/ cordeta per la cal Israel es ligat e tirat, aisi com dis lo primer Moyses; dis: «Iacob cordeta de la heredita de luy»; de la cal heredita ‹dis› lo Segnor per Ysaya profeta: «Mas la mia heredita es Israel». [3.24] Per ço lo Segnor dis per Ose profeta: «Als liams de Adam los tirarei, en las cordetas de caritat», car la caritat es apelada Adam e «es liam de perfecion», aisi com dis saint Paul, e ha sios liams de sos si, ço es las soas cordetas, ço es las caritas per las cals liga e tira a si l’esperit.

[3.25] Enaisi la visitança es cordeta de la caritat /f. 36v/ per la cal ela tira a si l’esperit. [3.26] E ela es atresi cordeta de l’esperit per la cal meysme l’esperit es ligat e tirat sus, aisi com es dit denant.

[3.27] Mais de questas cordetas, ço es de las visitanças las cals eran caytes en la heredita del Dio de Israel, meysme lo Segnor, per David profeta, dis: «Las cordas caziron a mi e‹n› li fort clar: car la mia heredita es fort clara a mi».

[3.28] E dereco es de saber que las visitanças estragnas son atresi apela cordetas e liams, aisi com lo salmista, que es l’esperit del primer format, dis: «E las cordas estenderon a mi en laç». [3.29] E dereco dis /f. 37r/: «Las cordas dels pecadors me abraceron entorn». [3.30] E aquel meysme profeta, fazent gracias al sio Dio car li havia ronpudas las cordas sobreditas, dis: «O Segnor, tu ronpis los mios liams; yo sacrificarei a tu sacrifici de laosor». [3.31] E lo Segnor dis per Ysaya profeta parlant de quelos liams: «Malaventura a vos que tiras la enequita als liams de vanetat e lo peccat aisi com liam de carr».

[3.32] E dereco es de saber que l’esperit es cordeta de la vita que la tira e la liga. [3.33] Ela tira aisi com dis saint Paul en persona de la vita al Fait dels Apostols; e /f. 37v/ dis: «E ara yo, ligat per sperit, vaoc en Ierusalem».

[3.34] Mais la vita es cordeta de la arma la cal, aiudada de la visitança, tira ley a si e aiosta a si. [3.35] Per ço David, laovant lo sio Dio de lo aiostament e de la soa vita, dis: «Que paose la mia arma a la vita».

[4.1] Adveniat Regnum tuum.

[4.2] Aquest regnes per aveniment del cal aquest poble prega lo sio Paire es fill de David, lo cal es Fill de Dio, ço es lo nostre Segnor Yesu Christ, aisi com saint Marc dis en lo Evangeli: «E aquill que passavan /f. 38r/ e que seghian cridavan dizent: Ossana! Beneyt que venc en nom del Segnor, beneyt lo regne del nostre paire David lo cal venc».

[4.3] Mas aquest es lo regne lo cal lo Dio del cel devia suscitar per degastar los iiii regnes de Babilonia; mas aquel no sera degastat mas istara en eterna als segles. [4.4] Aquest regne no sara liora a aotre poble, aisi com mostra Daniel profeta, dizent: «Mas en los dias de aquelos regnes, lo Dio del cel suscitara lo regne lo cal no sera degastat en eterna; e lo regne de luy no sera /f. 38v/ liora a aotre poble, mas atrusara e degastara tot aquestos regnes; mas el istara en eterna».

[4.5] Aquest regne es regne de tot los segles, la gloria del cal e la grandeça predicaran li saint de Dio e la faran conoyser a li fill de li home, aisi com David, parlant al sio Dio, dis: «O Segnor, totas las toas obras confesan a tu e li tio saint beneyziran a tu e ille diren la gloria del tio regne e parlaran la toa poisença e la gloria de la grandeça del tio regne; lo tio regne es regne de tot los segles».

[4.6] Mais aquest Regne, ço es /f. 39r/ lo Fill de Dio, fe los sios fraires regne e preyres al sio Dio, aisi com saint Iohan dis en l’Apocalis: «Iohan a las vii gleisas que son en Asia; gracia a vos e pax de aquel lo cal es e lo cal era e lo cal es a venir, e de Yesu Christ, lo cal nos ame e fe nos regnes e preveyres a Dio lo sio Paire».

[4.7] Atresi dels iiii animals e dels xxiiii ancians, meysme saint Iohan dis: «E cant el hac ubert lo libre, li iiii animal e li xxiiii ancian caziron denant lo agnel, dizent: O Segnor, tu sies dignes de recebre lo libre: car tu fezis nos regne e preveires al nostre Dio /f. 39v/ e regnaran sobre la terra».

[4.8] E per ço David, convidant aquelos meysmes fait regnes al nostre Dio, dis: «O regnes de la terra, canta al Segnor, alegra vos al Segnor».

[4.9] Mas es de saber que, ia sia ço que aquest regne sia vengut una vegada per alumenar los seent en tenebras e en onbra de mort, e per ensegnar los fraires e anonciar lor lo nom del sio Paire, aisi com el dis: «Yo anonciarei lo tio nom a li mio frair, enpero besogn es dereco luy venir çay «ab los sios angels e ab la soa vertut, ab flama de foc, donant /f. 40r/ la veniança a aquelos que no conogron Dio e que no creeron al Vangeli de nostre Segnor Yesu Christ», per ço que «el sia fait grant en li sio saints e sia fait onrable en tot aquelos que creeron», aisi com saint Paul dis als Thesalonicens, e per ço que el salve e «aioste los sios eslegit dels iiii vent, de las sobeiranas del cel entro als termes de lor», aisi com es scrit en lo Vangeli, e que el a chascun rendra segont las soas obras, aisi com dis en l’Apocalis: «Vevos e yo veno tost e lo mio loyer es ab mi, rendre a chascun /f. 40v/ segont las soas obras». [4.10] E atresi lo besogna venir çay per ço que li sio amic, cant el venra e deisendra del cel al comandament e en la vertut de l’arcangel en la tuba de Dio, sian raobi encontra luy en l’aire que ille sian ab luy per tot tenp, aisi com saint Paul dis als Tesalonicens, dizent: «Mas, fraires, nos no volem vos mesconoiser dels dorment, que vos no sia contristat aisi com li aotre que no han sperança; car, si nos creem que Yesu moric e resusite, aisi e Dio menara ab si aquelos que dormiron per Yesu; car aiço dizem en la parola del Segnor: car nos que /f. 41r/ vivem, que sem remas en lo aveniment del Segnor, no denant venrem aquelos que dormiron; car meysme lo Segnor en lo comandament e en la vox de l’arcangel, en la tuba de Dio deisendra del cel e li mort que son en Christ resusitaran primer; de aqui enant nos que vivem, que sem laisa, sarem raobi ab lor en las nivolas, escontrant ab Christ en l’aire e aisi per tot tenp sarem ab lo Segnor. [4.11] Donc confortas vos entre vos en aquestas parolas».

[4.12] Mais com la redencion de aquest poble fos apropiadoira e lo aveniment de aquest regne, ço es del Fill /f. 41v/ de Dio, aisi com lo Segnor mostra en lo Vangeli, dizent: «Adonc veiran lo fill de l’ome venent ab las nivolas ab mota vertut e gloria. [4.13] Adonc trametra los sios angels e aiostara los sios eslegit dels iiii vent, del sobeiran de la terra entro al sobeiran del cel».

[4.14] E per ço aquest poble, mot curios de l’aveniment del sio Segnor, demanda a luy en rescondu, segont que mostra lo Vangelista: «Di a nos cant saran aquestas cosas e cal segnal sara del tio aveniment e de la consumacion del segle».

[4.15] E car aquel poble spera recebre del Segnor /f. 42r/ en lo aveniment de luy lo sio loyer e la soa salu, aisi com es dit desus e aisi com dis saint Paul als Romans que: «El rendra a chascun segont las soas obras: a aquelos que son segont la paciencia de la bona obra, gloria e onor e no corrucion; acertas als querent, vita eterna; mas a aquelos que son de la contençon, que no se acordan a la veritat mas a la enequitat, ira e endignament e tribulacion e angoisa; mas gloria, honor e pax a tot obrant ben».

[4.16] Per ço David, aspira del Saint Sperit, orant per lo aveniment de aquel Segnor, dis: /f. 42v/ «Tu que regisses Israel, entent, que demenas Iosep aisi com fea: escomou la toa poisença e ven per ço que tu nos faças salf». [4.17] E saint Iohan, remenbrant aquesta oracion en l’Apocalis, dis: «E lo spos e la sposa diseron: ven en; e qui ao diza: ven e. [4.18] E meysme saint Iohan, fazent aquesta oracion, dis: «O Segnor, ven en».

[4.19] Per ço aquel meysme Segnor, parlant en confort de quest poble, dis en l’Apocalis: «Vevos que yo veno tost; ten ço que tu has». [4.20] E dereco: «Vevos que yo veno tost, e lo mio loyer es ab mi, rendre a chascun segont las soas obras». [4.21] E saint /f. 43r/ Iaco dis que: «Lo aveniment del Segnor se apropiara». [4.22] E saint Paul dis als Ebreos: «Encar un poc, un poquet, e aquel que es a venir venra e no tardara».

[4.23] Lo regne desobre dit de lo nostre paire David, ço es a saber lo nostre Segnor Yesu Christ, venc atresi per ço.

[4.24] E dereco çay deo venir per ço que el, seent «sobre lo regne del sio paire David, conferme luy en iudici e en dreitura de ci enant entro al senpitern», aisi com dis per Ysaya profeta; e per ço que el, establit de lo sio Paire sobre tot principat e poestat e vertut e segnoria que son fay- /f. 43v/ tas en luy e dals cals el es cap, esvoidat tota poestat e principat, vertut e segnoria e despollant lor, venent liorara a Dio e al Paire, aisi com saint Paul dis als Efesians, dizent: «E ordenant luy a la soa destra als celestials sobre tot principat e poestat e vertut e segnoria». [4.25] E als Colocens dis: «Car en luy son faitas totas cosas als cels e en la terra vesiblas o trons o segnorias o principat o poestat». [4.26] E als Colocens dis: «Despollant los principat e las poestat, otramene fiançosament vitoriiant aquelos a paleis a si meysme».

[4.27] Mas de aquesta fin el meysme, lo Segnor, /f. 44r/ dis en l’Apocalis: «Yo soy alfa e o, començament e fin».

[4.28] Acertas de lo aveniment de aquest Segnor e de la obra que el devia conplir al sio aveniment, Malacias profeta en parla, dizent: «Tantost venra al sio saint tenple lo segnoriiador lo cal vos queres, l’angel del testament que vos queres; vevos: ven, ço di lo Segnor dels ost; e qui poira considerar lo dia de lo aveniment de luy, e cals istara a veir luy? Car el aisi com foc fudent, aisi com erba dels caodeiadors».

[4.29] Mais, car alcanti «escarnidor, anant segont las lor cubiticias», aisi com saint Peire dis en la Pistola, dubitant /f. 44v/ de lo aveniment del nostre Segnor Yesu Christ e mesconoisent per cal maniera o cant el deo venir, diseron: «Ont es la promision o lo aveniment de luy? Car de fin que li nostre paire dormiron, totas cosas aisi perseveran del començament de la creatura», dizent que lo nostre Segnor Yesu Christ venra tost e no tardara .

[4.30] Mas en cal maniera aquest beneit regne del nostre paire David, ço es lo Fill de Dio, venra ni cal ensegna sara de lo aveniment de luy, el meysme o mostra al Vangeli dizent: «La tribulacion; mas en apres aquelos dias lo sol /f. 45r/ sara escurzi e la luna no dara lo sio lume e las stelas caziran del cel e las vertut dels cels saran escomoguas; adonc apareisara lo segnal del fill de l’ome al cel e adonc se plagnaren tuit li trip de la terra e veiran lo fill de l’ome venent en las nivolas del cel ab mota vertut e magestat; aisi com fo als dias de Noe, aisi sara en lo aveniment del fill de l’ome». [4.31] E dereco: «Aisi com el se seira sobre lo seti de la soa magestat, e totas las genz seran aiostas denant luy» etcetera. [4.32] E saint Iohan dis en l’Apocalis: «Vevos: el ven ab las /f. 45v/ neblas del cel e tot oll veira luy e aquile que pogneron luy e tuit li trip de la terra e neis verament». [4.33] E saint Peire parlant de aquest Segnor lo cal dis en la Apocalis: «Vevos: yo veno aisi com lo laire», lo cal Segnor es dias del Saint Paire, del cal dia neis nos sem, aisi com dis saint Paul: «Car vos se fill de luz e fill de dia; mas nos, que sem del dia, siam tenperat»; aquel meysme saint Peire dis en la Pistola que: «Lo dia del Segnor venra aisi com lo laire». [4.34] E saint Paul dis als Tesalonicens: «Car vos sabes que lo dia del Segnor venra aisi com lo laire de noit».

[4.35] Per ço lo poble del Segnor, /f. 46r/ sperant la promision de luy, prega lo Saint Paire que, per conplir las cosas desobre ditas, çay venga al sio regne.

[5.1] Fiat voluntas tua sicut in celo et in terra.

[5.2] Aquest poble, faita oracion al Paire per la santificacion del sio nom e per lo aveniment del sio regne, aisi com es mostrat desobre, encar prega lo sio Paire que la soa volontat sia faita aisi com al cel e en la terra. [5.3] Mas cal es la volonta de Dio la cal deo eser faita aisi com al cel e en la terra, saint Paul o mostra als Tesalonicens, /f. 46v/ dizent: «Aquesta es la volontat de Dio: que vos astengas de la fornicacion, que unchascun de vos sapia possesir lo sio vaisel en santificacion e en honor e no en pasion de desirier aisi com las genz que mesconoison Dio, e que alcun no engane o sobreande lo sio fraire en la besogna, car lo Segnor es veniador de totas aquestas cosas; castiga los non pacient, confortas aquelos que son de petit corage, recebes los enferm, sias pacient a tuit e veias que alcun no renda mal per mal a alcun; mas tot tenp seghe ço que es bon entre vos e en tot. [5.4] /f. 47r/ Alegra vos ades al Segnor, ora sença deronpament, faze gracias en totas cosas; car aquesta es la volonta de Dio en Christ en tuit vos».

[5.5] E, car lo Paire «obra totas cosas segont lo consell de la soa volonta», aisi com saint Paul dis als Efesians, lo sio Fill deisende del cel per ço que el fazes la volonta de Luy e que el ensegnes als sios fraires cal es la volonta del Paire, aisi com el mostra al Vangeli, dizent: «Car yo deisendei del cel no per que yo faça la mia volonta, mas la volonta de aquel que me trames; mas aquesta es la volonta del Paire que me trames: que tot ço /f. 47v/ que lo Paire done a mi que yo no perda de ley, mas que yo la resusite al derier iorn; car aquesta es la volonta del mio Paire que me trames: que tot aquel que ve lo Fill e crey en luy aya vita eterna e yo lo resusite al derier dia».

[5.6] E per ço lo Apostol prega sos fraires que entendan e provon cal es la volenta de Dio bona, ben plazent e perfeita. [5.7] E atresi el prega Dio per lor que los adobe en tot ben, de ghisa que ill façan la volonta de Luy. [5.8] E als Hebraic dis: «Dio adobe vos en tot ben que vos faças la volenta de luy e /f. 48r/ el fazent en vos ço que plaza denant si per Yesu Christ».

[5.9] E es de saber que lo Saint Paire lo cal aquest poble prega es Paire del cel e de aquela terra als cals la volenta de Luy coven esser faita, ço es a saber aisi com en l’un e en l’autre, aisi com lo nostre Segnor mostra en lo Vangeli, dizent: «Yo confesso a tu, Segnor del cel e de la terra». [5.10] E aquel cel es l’esperit: car l’esperit es apela cel. [5.11] Atresi la visitança e la carita son apeladas cels, aisi com es scrit al libre de Yesu Sirach: «Vevos: lo cel e li cel dels cels saran escomogut en lo esgardament de luy, e cant Dio esgardera, /f. 48v/ els saran ensens crola per tremolament».

[5.12] Mas la terra en la cal la volenta de Dio deo esser faita es la terra de vita, la cal es sot posada al cel, ço es a l’esperit.

[5.13] Per ço aquest poble, ço ‹es› a saber la congregacion dels sperit, prega que, aisi com de lor, atresi de las vitas marcenege lo Segnor misericordios e santifique elas, que aisi com lo Segnor obra en l’esperit, obre en la vita.

[5.14] E per ço lo salmista, lo cal es l’esperit del primer forma, denant veent en l’esperit la misericordia del Segnor venir sobre las vitas, promet e dis que el laovara e beneizira lo sio Dio en la soa vita, dizent: /f. 49r/ «Car mellor es la toa misericordia sobre las vitas; las mias labias laovaran tu e aisi beneizirei a tu en la mia vita».

[5.15] Mas pois aquel meysme profeta, pregant per la salu de la soa arma, dis: «O Segnor, marceneia de mi e sana la mia arma: car yo pequey a tu». [5.16] E dereco dis: «O Segnor, desliora la mia arma de las labias felonesas e de la lenga busiosa».

[5.17] Mas aquel meysme profeta, entendent que la soa oracion era aovia del sio Dio, ço es que lo Segnor havia ben fait a la soa arma e la havia desliora de la mort, aisi com el demostra dizent: «O arma mia, sias convertia al tio repos; car lo Segnor ben fis a tu», e convia /f. 49v/ aquela meysma arma a la laosor del sio Segnor Dio. [5.18] E mostra atresi que el laovara aquel Segnor en la soa vita, dizent: «O arma mia, laova lo Segnor; yo laovarei lo Segnor en la mia vita; me alegrarei al mio Dio cant longament serei».

[5.19] Aquel meysme profeta convida aquela soa arma a beneizir al sio Segnor per ço que havia reymu la soa vita de mort, dizent: «O arma mia, beneizis al Segnor que reyme la toa vita de la mort».

[5.20] E aisi aquestas iii sustancias, ço es l’esperit e la vita e l’arma, receopua gracia e misericordia del sio Paire, son tengudas ab una bocha laovar e beneizir e alegrar se al Segnor.

[6.1] /f. 50r/ Panem Nostrum supersustancialem da nobis hodie.

[6.2] Aquest poble denant dit, fazent aquesta oracion al sio Paire, es un pan, aisi com saint Paul mostra als Corintians, dizent: «Car tuit sem un pan e un cors e tuit prenem part de un pan e de un beorage». [6.3] E com aquel poble aghes fameiat e seteiat longament, aisi com dis David profeta: «Fameiant e seteiant, lor arma defallic en lor», longament queriron pan e no era qui lo fazes a lor, aisi com Yeremia profeta dis: «Li petit queriron pan e no era qui lo fazes a lor».

[6.4] Per ço lo Segnor «recorda de la soa misericordia a la maison de Israel», aisi com dis /f. 50v/ lo salmista, «el unplic los fameiant de bens e los ric laise vans», aisi com dis la benaora Maria. [6.5] El done a lor aquel pan del cal lo Segnor parla en lo Vangeli: «Yo soy pan vio lo cal deisendei del cel»; aisi com mostra Ysaya, parlant de aquel Fill de Dio lo cal es donat a aquest poble, dizent: «Petit es donat a nos e fill es na a nos».

[6.6] Mas cant aquest pan vio deisende del cel e fo donat al dit poble que es i pan e un cors, el ensegna a lor que queran encar al Paire aotre pan, ço es lo sobre sustancial, ço es la carita; car la carita per ço es apela pan sobre /f. 51r/ sustancial car es sobre totas las aotras sustancias, ço es a saber visitança, sperit, vita, arma, cor, cors; e per aquel pan totas aquestas sustancias son sostengudas, aisi com lo Apostol mostra als Corintians, dizent: «Carita es sufrent, benigna; carita totas cosas sufre, totas cosas cre, totas cosas spera e totas cosas sosten».

[6.7] Mas acertas aquesta carita totas cosas sostenent, aisi com dis saint Paul, garda e sosten la visitança; mas la visitança, aiudada de la caritat, garda e sosten l’esperit, aisi com dis lo benaora Iob, parlant del sio Dio: «Vita e misericordia donies a mi e la /f. 51v/ toa visitança garde lo mio sperit».

[6.8] Mas lo sperit sosten e garda la vita, aisi com es scrit en las parabolas de Salamon: «Lo sperit del baron sosten la frevoleza». [6.9] E lo Apostol, parlant en persona de la vita, dis als Romans: «Atresi l’esperit aiuda la nostra frevoleza».

[6.10] Mas la vita sosten e garda la arma.

[6.11] Mas la arma convertia al sio repos, garda lo cor; lo cal cor sosten lo cors. [6.12] Enaisi chascuna de aquestas sostancias, la caritat aiudant, es gardada de la maior de si.

[6.13] Mas lo salmista, no tota la soa sostancia, mas partida de la sostan- /f. 52r/ cia la cal pertagnia a luy, receopua del sio Paire e gasta en lonzeana contrada vivent lusuriosament, parlant al sio Paire de la soa sostancia, ço es de la carita la cal no havia encar receopua a prop del sio Paire, dis: «La mia sostancia es aprop de tu». [6.14] E dereco, parlant de la soa sostancia la cal el havia perduda, ço es de la vita e de la arma, dis: «La mia sostancia es en las plus bassas cosas de la terra».

[6.15] E per ço aquel meysme salmista, la una sostancia perdua e no poent haver l’aotra, cride al sio Dio, dizent: /f. 52v/ «O Dio, fai me salf; car las aigas intreron entro a la mia arma; intre son ficadas al limon de la terra e no es sostancia». [6.16] Enaisi aquel profeta que es nostre paire e mancip del nostre Dio, aisi com li apostol, confesant a Luy al Fait dels Apostols, diseron: «O Segnor Dio que fezis lo cel e la terra e la mar e totas las cosas que son en lor; que per lo Saint Sperit, per la bocha del nostre paire David, lo tio mancip, dissis» etcetera.

[6.17] E com el fo troba en l’esgardament del sio Dio no perfeit, aisi com el dis: «Segnor, li tio oll vegron la mia non perfecion». [6.18] E dereco /f. 53r/ dis: «Yo soy remenat a nient e non saop».

[6.19] Per ço lo nostre Segnor, que es fait de la semença de luy segont carn, deisende en las plus bassas partidas de la terra, aisi com dis lo Apostol als Efesians: «Mas ço que el monte que es, sinon que el deisende primerament entro a las plus bassas partidas de la terra? Aquel que deisende es aquel meysme que monte sobre tot los cels per ço que el conples totas las cosas».

[6.20] Enaisi lo Dio de tota gracia ordene lo sio Fill ama e lo don de la soa carita a quel David e lo poble perfar, consodar e confermar, aisi com saint Peire /f. 53v/ mostra en la soa Pistola, e dis: «Mas lo Dio de tota gracia que nos apele en la soa eternal gloria en Yesu Christ, un poc sufre; el meysme perfara e confermara e consodara».

[6.21] Per ço aquel poble quer al sio Paire lo sio pan sobre sostancial, ço es la caritat, esser dona a si del Paire hoy, ço es en aquest ‹dia›, ço es a saber en Christ, lo cal es aquel nostre dia del cal lo salmista dis: «Aquest es lo dia lo cal lo Segnor fe, alegren nos en luy». [6.22] E dereco dis: «Lo dia forme la parola al dia», ço es: lo Paire mostra la parola al Fill, aisi com meysme nostre Segnor /f. 54r/ mostra en lo Vangeli, dizent: «Yo no soy parlant de mi meysme, mas lo Paire que me trames el done a mi comandament cal cosa yo diga e que yo parle; e say que lo comandament de luy es vita eterna. [6.23] Per ço aquelas cosas que yo parlo, aisi com dis a mi lo Paire e yo parlo».

[6.24] E lo Apostol, parlant de aquel dia, dis als Romans: «La noit denant ande, mas lo dia se apropie». [6.25] E dereco, parlant als Hebraic, mostra que lo Saint Sperit tramet aquest dia e‹n› David, parlant del repos de luy, dizent per ço: «Car sobre es alcuns en lo repos de Dio intrar e aquiste al cals primerament /f. 54v/ es anoncia no y intreron per mescreença; dereco termena i dia en David dizent en apres tant grant cosa de tenp aisi com desobre es dit: hoy, si vos aovires la vos de luy no vollas endurzir li vostre cor».

[6.26] Per ço aquest poble prea lo sio Paire, car en aquest dia, ço es en Christ, es passiona lo termes de la soa salu e la fin del sio traball, que en luy sia dona a lor lo sio pan sobresostancial, ço es a saber la carita, de ghisa que no sia plus prolonga en aotre dia, mas que ela sia donada a lor del Paire; car ela «es liam de perfecion»; enanz ela es /f. 55r/ meysma la perfecion, aisi com lo Apostol dis als Corintians: «Mas cant sara venguda la cosa que es perfeita, adonc sara esvoida la cosa que es de part».

[6.27] E ela es de ghisa perfecion que sença ela alcun home no po esser perfeit, aisi com saint Paul dis als Corintians: «Si yo parlarei ab lengas de homes e de angels e no aorey carita, yo soy fait aisi com aram sonant e cinbol tendent; e si yo haorei profecia e conoiserei tot los segretz e tota siencia e haorei tota la fe si que yo trapurte los poys, mas yo no haya carita, yo soy fait nient» etcetera.

[6.28] Per ço /f. 55v/ aquest poble prega aquest pan sobresostancial, ço es la carita, esser dona a si del Paire, per ço que, cant ille la haoran recebua, ille sian troba perfeit en l’esgardament del lor Dio, aisi com mostra lo pan vio que deisende del cel, ensegnant lor en lo Vangeli, dizent: «Sias vos perfeit aisi com lo vostre Paire celestial es perfeit».

[7.1] Et dimitte nobis debita nostra sicut nos dimittimus debitoribus nostris.

[7.2] Mas cal son aquille debit per los cals perdonadors aquest poble prega lo sio Paire, lo aotre Evangelista /f. 56r/ o mostra, dizent: «E perdona a nos los nostres pecatz».

[7.3] Per ço devem saber que lo primer paire de aquest poble ‹peque› denant lo sio Dio, aisi com lo Segnor mostra per Ysaya profeta, dizent a aquel poble, ço es a Israel: «Lo tio primer paire peque».

[7.4] Per ço aquel paire, ço es l’esperit del primer forma, confessant los sios pecat al sio Dio, dis en lo Vangeli: «Paire, pequei al cel denant tu». [7.5] E en lo salm dis: «Yo pequei a tu sol e fi lo mal denant tu».

[7.6] E atresi lo poble d’aquel primer paire pequeron denant lo lor Dio, aisi com l’Esperit del Segnor, parlant per Yeremia profeta, dis a lor: «Per los pecat que /f. 56v/ vos peques denant Dio sares mena caity del rey de Babelonia en Babelonia». [7.7] E Daniel profeta, preant per si e per lo sio poble, dis: «O lo mio Segnor, Dio grant, espavantable, nos pequem, nos havem fait enequita, nos fezem felonesament; car per los nostres pecat e per las enequitas de nostres paires, Israel, lo tio poble, son en onta».

[7.8] E dereco aquel meysme poble hac en odi l’un l’aotre e pequeron l’un en l’aotre, aisi com lo Apostol dis, parlant al sio fill Tit: «Car nos eram a la via non savi e encredol e errant als desiriers e als deghisatz deleitz, fazent en maleza e en enveia, /f. 57r/ airable, airant l’un l’aotre».

[7.9] E lo Segnor, parlant de aquel poble pecant, dis per Yeremia profeta: «Chascun se garde del sio prosim e no haya fiança en tot sio fraire: car tot fraire sot plantant sara sot plantat, e tot amic que andara busiosament al fraire e escarnira lo sio fraire e no parlara verita: car ille ensegneron la lor lenga parlar meçonia e se traballeron que fazesan felonesament». [7.10] E lo Segnor, parlant per Ezechiel profeta de ço meysme a la soa cita, Ierusalem, dis: «Vevos li princi de Israel, chascun al sio braç foron en tu a eschapar lo sanc, tormenteron de ontas en tu /f. 57v/ lo paire e la maire, calopnieron lo stragn al mei de tu; lo petit e la vedoa contristeron a prop de tu; chascun obre escumeniança» etcetera. [7.11] E al libre de Sapiencia es scrit del peca d’aquest poble: «O elos sacrificant lor fillz o havent vigilias plenas de forsenaria, no gardeianz la vita ni las noças netas, mas l’us aocis l’aotre per envidia, o avotrant contrista luy e totas las cosas son mesclas ensems: sanc, homicidis, laironicis, enfegnament e corrucions, no fianças, perturbament e periuris, bregas, no remenbranças dels bens del Segnor, lo ayrament de las /f. 58r/ armas, canbiament de naisenças, non fermeza de noças, desordenament de avoteri e de no castetat».

[7.12] Per ço lo Saint Paire mande a aquel poble lo cal havia peca l’un en l’aotre, per lo sio Fill, que ille se perdonesan, dizent: «Perdona e sara perdona a vos, mas si vos no perdonares als homes los pecaz de lor, ni lo vostre Paire celestial no perdonara a vos los vostres peccaz». [7.13] E dereco nostre Segnor Yesu Christ, parlant en lo Vangeli del segnor irat contra lo serf felon que no volia perdonar al sio conserf e comande luy eser liora al tormentadors entro que el rendes tot /f. 58v/ lo debit, e dis: «Aisi fara a vos lo mio Paire, si vos no perdonares l’un a l’aotre de vostres cor».

[7.14] E lo Apostol al cal Christ parlava dis als Efesians: «Sia benigne entre vos e misericordios, perdonant entre vos aisi com Dio en Christ perdone a vos». [7.15] E al Colocens dis: «Sufrent entre vos, perdonant a vos meysmes; si alcus ha rancura encontra alcun, aisi com lo Segnor perdone a vos aisi e vos».

[7.16] Per ço aquest poble, volent perdonar aisi com lo Segnor comanda per ço que sia perdona a luy, prega lo sio Paire que perdon a lor los debitz aisi com els perdonan a tot devent a lor.

[7.17] E devem saber que els eran debitor de lo /f. 59r/ començament, ço es a saber l’un l’aotre que se amesan entre lor, aisi com saint Iohan mostra en la Pistola, dizent: «E ara, dona, yo te prego, no aisi com scrivent a tu comandament novel, mas lo cal nos havem del començament, que nos amem l’un l’aotre».

[7.18] Atresi aquel meysme poble al tenps agradable e al dia de salu es debitor d’aquel debit, ço es de la carita entrecanbiabla, aisi com lo Apostol mostra als Romans, dizent: «Nos sem debitor non a la carn, que nos vivan segont carn». [7.19] E dereco dis: «A nesun no deas alcuna cosa si non que vos ames l’un l’aotre: car aquel que ama unplis /f. 59v/ la ley».

[7.20] Mais lo nostre Segnor Yesu Christ, fazent remenbrança d’aquel debit, ço es de la amista, dis en lo Vangeli: «Aquestas cosas yo mando a vos: que vos ames entre vos». [7.21] E saint Iohan dis en la Pistola: «O carisimes, aisi com Dio ame nos, aisi e nos devem amar l’un l’aotre; aquest es lo comandament de luy, que nos crean al nom del Fill de luy, Yesu Christ, e que nos amem l’un l’aotre».

[7.22] Per ço aquest poble amant l’un l’aotre e perdonant a tot devent a si, segont que dis saint Luc, que prega lo sio Paire dizent: «Perdona a nos nostres pecaz, acertas aisi com nos perdonem a tot devent a nos».

[8.1] /f. 60r/ Et ne nos inducas in temptationem.

[8.2] Encar lo saint poble prega lo Saint Paire que el no sia mena de Luy en tenptacion per ço que el, pres d’aquela tentacion, no caza, aisi com dis lo Apostol al Corintians: «Si alcun pensa en si istar, garde se que el no caza; tentacion no vos prena si no humana». [8.3] Per ço nostre evesque Yesu Christ fo tenpta per totas cosas per senblança, sença peca, per ço que el poghes aiudar al sios fraires en las tentacions, aisi com dis saint Paul als Hebraic: «Car nos no havem evesque que no poisa ensens sufrir a las nostras enfermetas; mas tenpta per totas cosas /f. 60v/ en senblança, sença peca». [8.4] E: «En ço que el suferc esser tenta es poderos aiudar a aquelos que son tenta».

[8.5] E devem saber que lo nostre Segnor tenta alcuna vota lo sio poble, aisi com dis Sapiencia: «Las armas dels iust son en la man de Dio e per ço no los tocara torment de mort: car Dio los tente e los trobe dignes de si; el los esprove aisi com or en fornais». [8.6] E lo Apostol, parlant als Hebraic d’aquela tentacion, dis: «Per fe Habran oferc Ysaac, con el fos tenta a ofrir l’un engenra lo cal devia recebre las promesions».

[8.7] Dereco lo Segnor sufre lo sio poble eser tenta, aisi com dis saint /f. 61r/ Peire en la Pistola: «O carissimes, no vollas eser stragna en lo esbolliment lo cal es fait a vos a tentacion e no vos vollas espavantar, aisi com alcuna cosa de novel entrevenga a vos; mas, acomunant a las passions de Christ, vos alegras». [8.8] E saint Iaco dis: «Mas unchascun es tenta de la soa cubiticia, tirat e laçat». [8.9] Mas aquesta tentacion es faita d’aquel tentador del cal dis saint Matheo: «Adonc e Yesu fo mena al desert per sperit, que el foç tenta del diavol e, apropiant se, lo tentador dis», etcetera. [8.10] E saint Luc dis: «E acabada tota la tentacion, lo diavol se des- /f. 61v/ partic de luy entro a tenp». [8.11] E lo Apostol dis als Tesalonicens: «Per ço e yo, no sufrent plus, tramis a conoiser la vostra fe, que per aventura aquel que tenta no vos haya tenta e lo vostre lavor fos fait van».

[8.12] E es a saber que nostre Segnor sufre alcuna vota tentar per que sia dona eisenple de la soa sufrença als avenidors, aisi com es scrit al libre de Tobia, lo vell tement Dio: «Mas lo Segnor suferc per ço aquesta tentacion endevenir a luy: que fos dona eisenple als derriers de la sufrença de luy, aisi com del saint Iob». [8.13] E saint Iaco o dis en la Pistola: /f. 62r/ «Fraires, recebes eisenple al traball e en la sufrença del profetas», etcetera.

[8.14] E es de saber que la tentacion es faita del Segnor al sio poble per doas razons. [8.15] La una es car aquel poble tente lo sio Segnor als ancians dias e lo prove, segont que dis saint Paul als Hebraic. [8.16] E als Corintians dis: «E no tentem Dio aisi com alcun de lor lo tenteron e periron dels serpenç».

[8.17] E per ço aquel meysme Segnor, volent conplir per obra ço que el havia dit per Ysaya profeta de la soa vigna la cal es la maison de Israel, e dis: «Yo la iuiarei mesura contra mesura cant ela sara ista descaça». [8.18] /f. 62v/ E per ço lo Segnor volc provar e tentar aquest poble: car lo poble tente Luy. [8.19] La aotra caosa de la tentacion del Segnor es per ço que, cant aquel poble sara prova en las tentacions, el recepia corona de vita, aisi com es scrit al libre de Sapiencia: «Car Dio los tente e los trobe dignes de si; el los prove aisi com or en fornais e aisi com hostia de sacrifici». [8.20] E saint Iaco dis: «Lo baron que sufre tentacion es benaora; car, cant el sara esprova, el recebra corona de vita la cal Dio repromes als amant si».

[8.21] Per ço lo Segnor, parlant als ‹ . . . › que havian sufert las tentacions ab luy, /f. 63r/ dis a lor: «Vos se li cal istes ab mi en las mias tentacions e yo ordeno a vos, aisi com lo mio Paire done a mi, lo regne, que vos manges e bevas sobre la mia taola al mio regne e seas sobre los xii setis, iuiant los xii tribs de Israel».

[8.22] E es a saber que la dobla tentacion que deven al poble de Dio, ço es a saber la tentacion de Dio e la tentacion del diavol, per doas caosas es faita a lor: la tentacion de Dio a vita e la tentacion del diavol a mort. [8.23] La tentacion a vita es aquela de la cal di Sapiencia: «En paocas cosas traballa e en motas /f. 63v/ saren ben ordena: car Dio los tente e los trobe dignes de si», etcetera. [8.24] E saint Iaco dis: «Benaora es lo bar que sufre tentacio. [8.25] E al libre de Sapiencia es scrit: «Sapiencia spira vita als sios fillz; aquel que ao ley permanra confidant car ela vay ab luy en la tentacion; temor e paor e esprovament menara sobre luy tro que ela tenta luy en la cogitacion de luy e fara luy alegre e descubrira a luy las soas cosas rescostas e tresaorigera a luy siencia, entendement e dreitura».

[8.26] La tentacion del diavol a mort es aquela de la cal saint Paul, parlant /f. 64r/ a Thimoteo, dis: «Car aquill que volon eser fait ric cazon en la tentacion e en lo laç del diavol». [8.27] E en l’Apocalis dis: «Vevos lo diable es a metre de vos en la carcer per que vos sia tenta e aores tribulacion per x dias». [8.28] E dereco dis a l’angel de Filadelfia: «E yo te gardarei de la hora de la tentacion la cal es a venir en tota la redondeça tentar los habitant en la terra».

[8.29] E es a saber que aquest poble non prea pas lo sio Paire que no lo tente, cum lo lor paire, ço es David salmista, preant lo sio Paire, /f. 64v/: «O Segnor, esprova me e tenta me», mas pregan lo Saint Paire que no los mene en la tentacion del diavol e de la mort per lor peccaz.

[8.30] Per ço lo nostre Segnor, denant sabent la tentacion aparellada a Simont e als aotres apostols, dis en lo Vangeli: «Vete, Symont, lo Satanas requer vos que el vos quibles aisi com froment; mas yo hay prega per tu que la toa fey no defalla, e tu, a la via retorna, revesita los tios fraires». [8.31] E pois dis a lor: «Vellas e oras, que vos no intres en tentacion».

[9.1] /f. 65r/ Sed libera nos a malo.

[9.2] Aquest poble lo cal prea lo Saint Paire es tropel del Segnor; lo cal poble lo prega que lo desliore de mal car es istat pres, aisi com mostra Yeremia profeta, dizent: «La mia arma plorara de la facia del ergoll; plorant plorara e lo mio oll amenara la lagrima car lo tropel del Segnor es pres e espars». [9.3] De aquest tropel dis lo Segnor en lo Evangeli: «No vollas temer, o petit tropel: car plac al vostre Paire donar a vos lo regne de vita».

[9.4] Aquest tropel, ço es /f. 65v/ lo poble del Segnor, ha ista pres si que aquil que los preseron no los volian laisar, aisi com dis Yeremia profeta: «Li fill de Israel e li fill de Iuda sostenon torment; tuit aquill que los preseron los tenon e no los volon laissar. [9.5] Lo reymador de lor es fort: Segnor de li ost es lo nom de lui».

[9.6] E cant aquel poble fo paosat en aquela carcer, ille cridan al Segnor, dizent: «Desliora nos de mal».

[9.7] Aquest mal del cal lo poble de Dio prega esser desliora, entendem que es lo diavol. [9.8] Car en las Sanctas Scrituras el es apela mal e Satanas e diavol. [9.9] El es apela /f. 66r/ mal, segont que saint Matheo mostra en lo Vangeli de la semença, dizent: «Tot aquel que ao la parola del regne e no la entent, ven lo mal e raobis ço que es semena al cor de luy». [9.10] Atresi es apela Satanas, aisi com mostra saint Marc parlant de ço meysme, dizent: «E cant han aovi la parola, ven lo Satanas e tol la parola la cal es semena al cor de lor». [9.11] E dereco es apela diavol, aisi com dis saint Luca: «Lo diavol tol la parola del cor». [9.12] E es apela hom enemic, aisi com saint Matheo mostra, parlant de la semença dels iollz, dizent: «O Segnor, /f. 66v/ doncas no semenies tu bona semença al tio canp? Dont y ha ioll?». [9.13] E pois dis Christ en la esposicion de aquela senblança, que «l’enemic que lo sobre semene es lo diavol».

[9.14] Mais, aquest es aquel mal home per la malicia del cal lo salmista, criant al Segnor, lo pregava que lo desliores d’aquel mal home, dizent: «O Segnor, fora trai me del mal home e raobis me de home felon». [9.15] E dereco dis: «O Segnor, marceneia de mi car l’ome me ha calqueiat, tot dia conbatent me ha traballat». [9.16] Atresi lo poble de Dio, cridant ab aquel meysme, dis: «O Segnor, leva sus, aiuda nos e desliora /f. 67r/ nos per lo tio nom».

[9.17] Mas aquest mal hom regnet sobre lor per li pecca de lor; e encara regna sobre moti, aisi com es scrit al libre de Iob: «E sobre las genç e sobre totz los homes que fan regnar l’ome ypocrita per los peccaz del poble».

[9.18] Per ço aquel meysme Iob dis: «Dio me ha enclaos a prop del felon e me ha liora a las mans dels felons» .

[9.19] Acertas aquest es lo enemic del cal David se clama al sio Dio, dizent: «O Segnor, ao la mia oracion car l’enemic encaoce la mia arma e humilie la mia vita en la terra e aloge mi en las cosas sairas, aisi com los /f. 67v/ mort del segle».

[9.20] E Ierusalem, nostra maire, conplagnent se de aquel enemic, dis per Yeremia profeta: «Li mio fill son fait perdu car l’enemic hac poder; lo mio enemic gaste aquelos que yo havio nurit». [9.21] E dereco dis per Baruc profeta: «Lo Segnor amene a mi grant plor, car yo vic la captivetat de li mio fill. [9.22] O fills, sias pacient car per la ira de Dio l’enemic vos ha encaoça».

[9.23] Per la cal cosa lo Apostol, parlant als fillz d’aquela Ierusalem, dis d’aquel enemic: «Mas lo Dio de pax atrusara lo Satanas sot li vostre pe». [9.24] E Yeremia profeta parlant d’aquela /f. 68r/ meysma Ierusalem, la cal es nostra maire, dis: «L’enemic mes las soas mans a totas las cosas desirablas de ley. [9.25] No creeron li rey de la terra que lo enemic intres per las portas de Ierusalem. [9.26] Lo Segnor descace lo sio aotar, liore los murs de las torres de ley en la man de l’enemic».

[9.27] E es a saber que aquest enemic lo cal ha regnat sobre las genç e sobre tot los homes, aisi com denant es dit, non solament es apelat diavol e Satanas, mas neis, segont lo entendement de las Sanctas Scrituras, el es apela rey Asur, lo cal /f. 68v/ mange lo poble de Dio e trenche los seent en aot e los princis dels pobles, preze e pose la soa spavantança en la terra dels vivenz; del cal li cedre no foron plus aot al paradis de Dio. [9.28] Lo cal tuit li fust que eran al paradis de Dio enveieron; lo cal fo reys del poble de Dio, car ille no se volian convertir. [9.29] Del cal lo Segnor promet que el desliorara lo sio poble e que la cita sara touta del fort e ço que era ista pres sara salva del fort. [9.30] E que lo Segnor desliorara lo sio poble /f. 69r/ de la man del plus poderos, aisi com Yeremia profeta dis: «Israel, tropel espars, li leon lo descaceron; Asur lo mange primier». [9.31] E lo Segnor dis per Ysaya profeta: «Yo visitarei sobre lo fruit del grant cor del rey Asur e sobre la gloria de l’aoteza de luy. [9.32] Car el dis: en la força de la mia man fisi e en la mia sapiencia entendei e tolc los termes dels pobles e prezey los princes de lor e tirei los seent en aot e la mia man trobe aisi com ni la força dels pobles».

[9.33] E lo Segnor dis per Ezechiel profeta: «Vevos Asur aisi com cedre de Liban; aygas lo nuriron e /f. 69v/ abys eisaoce luy; li cedre no foron plus aot de luy al paradis de Dio; tuit li fust de deleit que eran al paradis enveieron luy». [9.34] E dereco: «Aqui Asur e tota la moteza de luy e tuit aocis, cazent per lo glay, li cal doneron çay en reire spavantança en la terra dels vivenç».

[9.35] E lo Segnor, parlant del sio poble, dis per Osee profeta: «E Asur el meysme rey de luy car non volgron esser converti». [9.36] E Micheas profeta dis: «E lo Segnor nos desliorara de Asur cant el venra en la nostra terra e cant el caocigara en las nostras fins». [9.37] /f. 70r/ E lo Segnor dis per Ysaya profeta: «Doncas sara touta la presa del fort; o ço que era ista pres poira eser salva». [9.38] Acertas la cita sera touta del fort e ço que era ista pres del fort sera salva. [9.39] E Saint Sperit, parlant per Yeremia profeta, dis: «Genz aovan la parola del Segnor: lo Segnor reymara Iacob e lo Segnor desliorara luy de la man del plus poderos; e venran e adoraran al poy de Syon e corraran ensens als bens del Segnor e lo mio poble sera unpli dels mios bens. [9.40] Ço di lo Segnor».

[9.41] Per ço lo poble de Dio, confidant e sperant /f. 70v/ en las promesions del Segnor desus ditas e aotras, cum encar moti de lor sian tengu pres del laç del diable, «a la soa volonta», aisi com saint Paul mostra, crida al Saint Paire per dia e per noit, dizent: «Desliora nos de mal».

[10.1] Quoniam tuum est Regnum.

[10.2] D’aquest regne entendem l’esperit del primier forma e atresi lo aiostament de li sperit sotmes a luy; lo cal regne las iiii bestias, ço es a saber li iiii regne que se devian levar de la terra, eran recebador e tenidor al segles del segles, aisi com Daniel profeta mostra, dizent: «Aquestas iiii /f. 71r/ bestias grantz son iiii regne que se levaran ensens de la terra; e recebran lo regne del Saint Dio aotessime e tenran al segles del segles».

[10.3] Mas lo beneyt regne del nostre paire David del cal nos havem parlat de sus, ço es a saber lo nostre Segnor Yesu Christ, «anant en lonzeana region, recebre lo regne a si e retorna, aisi com es scrit al Vangeli, ha reymu lo regne sobre dit al sio sanc e ha fait aquel regne, regne al sio Dio, aisi com aquest regne, fazent gracias, mostra en la Apocalis, dizent: «O Segnor, tu sies dignes de recebre lo libre e ubrir los segnals /f. 71v/ de luy: car tu sies aocis, nos has reimu al tio sanc de tot lignage e de lenga e de poble e de nacion e fezis nos regne e preveires al nostre Dio e regnarem sobre la terra».

[10.4] Mas sobre aquest regne el meysme Yesu Christ se deo seyr, pois que el lo hara liorat a Dio e al Paire per ço que el lo conferme e lo conforce en iudici e en dreitura de aici enant entro en senpitern, aisi com es dit de sus.

[10.5] Per ço aquel sperit fait regne al sio Dio, aisi com denant es dit, preant Luy que el lo desliore de mal car son sio.

[10.6] Per la cal cosa lo salm- /f. 72r/ ista que es cap de lor, preant lo sio Dio, dis: «Yo soy tio, fay me salf; car yo requerei las toas iustificacions». [10.7] E dereco: «Yo soy lo tio serf, dona me entendement que yo prena los tios comandamentz». [10.8] E l’Apostol dis als Romans: «Nengun de vos vio a si e nengun no mor a si; car o si nos vivem, al Segnor vivem o si nos morem, al Segnor morem. [10.9] Doncas o si nos vivem o si nos morem del Segnor sem». [10.10] E al libre de Sapiencia es scrit: «Mas tu, lo nostre Dio, sies soao e verais e ordenas totas cosas en misericordia; car si nos pecarem, nos sem tio, sabent la /f. 72v/ toa grandeza e si nos no pecarem, nos sabem car nos sem contat a pe de tu».

[11.1] Et Virtus.

[11.2] D’aquesta vertus nos entendem que es la vita del primer format, lo cal es del Segnor, e las aotras vitas sot paosadas a luy.

[11.3] Mais es a saber que la vertus del salmista, del cal nos entendem que el es l’esperit del primer format, ço es a saber la vita de luy, lo desanpare, aisi com aquel salmista mostra, dizent: «Lo mio cor es conturba, la mia vertus me desanpare». [11.4] Per ço aquela vertus, ço es la vita, enmalaotic al desligament de l’esperit e seque, aisi com mostra lo salmista, dizent: «La mia /f. 73r/ vertus es enmalaotida en la paoreta».

[11.5] Atresi la vertus de la nostra maire enmalaotic, aisi com ela meysma mostra per Yeremia profeta, dizent: «La mia vertus es enmalaotida; lo Segnor done mi en la man de la cal no poiray levar».

[12.1] Et Gloria.

[12.2] Aquesta gloria es del nostre Paire que es al cels. [12.3] Entendem que aquesta gloria es l’arma del nostre paire David e atresi las armas de li fill de luy. [12.4] Per ço lo Segnor dis per Ezechiel profeta: «Vevos: totas las armas son mias; aisi com l’arma del paire aisi e l’arma del fill es mia».

[12.5] Mais lo salmista, parlant /f. 73v/ d’aquesta gloria la cal es soa arma, dis: «Yo cantarei e me alegrarei en la mia gloria». [12.6] E, car aquel meysme volia cantar e alegrar se en la soa gloria, el cride a ley, dizent: «Leva sus, la mia gloria, leva sus, saoteri e chitara».

[12.7] Mas aquela gloria, respondent, dis: «Yo me levaray per matin».

[12.8] Per la cal cosa aquel meysme profeta, aiudat del sio Dio e alegrant se, cride a Luy, dizent: «Tu has converti lo mio plaint en goy a mi; tu has esquisa lo mio sac e me has circondat de alegreça, per ço que la mia gloria cante a tu».

[12.9] Per ço aquestas iii sustancias, ço es a saber lo /f. 74r/ Regne e la Vertus e la Gloria, ço es l’esperit e la vita e l’arma, son del Saint Paire als segles, ço es a saber als paires, ço es a saber en las visitanças: car las visitanças son apeladas segles, ço es a saber paires, car elas son paire dels speritz. [12.10] De las cals lo salmista, parlant en persona de li sperit, dis: «O Dio, nos havem aovi ab las nostras aorellas; li nostre paire anoncieron a nos la obra la cal tu obries al dias de lor e als dias ancians». [12.11] E dereco dis: «Li nostre paire spereron en tu e tu los desliories, a tu crideron e son fait salf; en tu spereron /f. 74v/ e no son vergognat».

[12.12] Atresi entendem que las caritas son segles dels segles, ço es paires dels paires, ço es de las visitanças; per ço saint Iohan dis en l’Apocalis: «Benedicion, claritat e sapiencia, fazament de gracias, honor e vertus e força al nostre Dio al segles del segles. Amen»; ço es en las caritas las cals son paires de las visitanças, las cals visitanças son paires de Amen, segont que nos entendem; lo cal es sperit del primer forma lo cal es apela Amen, aisi com saint Iohan mostra en l’Apocalis: «E plagnaran se sobre luy tuit li trib de la terra, neis /f. 75r/ Amen». [12.13] Car aquest Amen fara lo sio plaint sobre luy ab totz los lignages de la terra. [12.14] Car per los sios pecatz nostre Segnor Yesu Christ fo passionat e mort per ço que, per la mort, sobres aquel que havia comandament de mort, ço es lo diavol, aisi com l’Apostol dis als Hebraic: «E que el desliores aquelos li cal, per la temor de la mort, eran encolpat per tota lor vita a la servitut».

[12.15] Gracia sia ab tuit li fidel que son en Yesu Christ. AMEN.

Ed. Enrico Riparelli, «La Glose du Pater du ms 269 de Dublin. Description, histoire, édition et commentaire», Heresis, 34, 2001, pp. 77-129. – Rialto 30.iv.2002.



Ms.: Dublino, Trinity College, ms. 269 (precedente segnatura: A.6.10) (24r-75r).

Edizione critica: Théo Venckeleer, «Un recueil cathare: le manuscrit A.6.10 de la collection vaudoise de Dublin. II: Une glose sur le Pater», Revue belge de philologie et d’histoire, 39, 1961, pp. 759-793.

Traduzioni: in francese, Déodat Roché, «Un recueil cathare. Le manuscrit A.6.10 de la collection vaudoise de Dublin», Cahiers d’études cathares, 46, 1970, pp. 3-40; Anne Brenon, in René Nelli, Écritures cathares. Nouvelle édition actualisée et augmentée par A. B., Monaco 1995, pp. 289-321 (con alcune correzioni rispetto all’edizione di Venckeleer); Philippe Roy, Le consolament cathare. Commentaires sur un fragment de rituel, le manuscrit 269 de Dublin, Paris 1996; in inglese, Walter L. Wakefield - Austin P. Evans, Heresies of the High Middle Ages, 2a ed., New York - Oxford 1991, pp. 607-630; in italiano, Francesco Zambon, La cena segreta. Trattati e rituali catari, Milano 1997, pp. 366-398.

Ed. 2001: 1.4 era pert; 2.6 vioren; 2.6 hobediren; 2.8, 7.3, 7.17, 7.21, 8.5 deven; 3.33, 7.10, 9.20, 9.23, 9.24 Ierusalin; 4.10 (due volte), 10.8 (due volte), 10.9 viven; 4.10 volen; 4.10 (due volte) saren; 4.10 dizen; 4.26 apaleis; 4.28 delo; 5.13 obre e en la vita; 5.15, 9.15 merceneia; 6.6 benigna carita; totas; 7.7, 7.17, 8.3, 12.10 haven; 7.21 amen; 7.22 perdonen; 8.16 tenten; 8.21 als que; 9.25 Ierusalin; 10.2, 11.2, 11.3, 12.3 entenden; 10.3 regnaren; 10.8 (due volte), 10.9 moren; 10.10 (due volte) pecaren; 10.10 saben; 10.10 ape; passim: aisicom.

Note: Commento al Pater Noster di ambiente cataro, in un dialetto occitano orientale di area alpina. – Per la possibile datazione, vedi la Premessa.

[ER]



Citazioni

1.3  aiostarai] ajostarei Venckeleer (d’ora in poi Vk)

1.4  p(er)  ço] p(er) ço dis (dis esp.)

2.2  en lo] en los Vk Dopo il 2° ence(n)s non vado a capo come Vk, perché nel ms. non è presente l’indicazione e il periodo non sarebbe completo

2.3  esvoida ço q(ue) es] esvoida ço q(ue) es p(er)feit (p(er)feit esp.)

2.7  iustas] vistas Vk

2.13  Dio e] Dio Vk

2.18  als] als cor (cor esp.) sobre tot] sobre totas (as esp.)

2.19  neis en] neis en l (l esp.) al] als Vk

2.25  rosada, ço es de la] rosada, ço es de la visita(n)  (visita(n) esp.)

2.26  stragnas ca(r)itas, las] stragnas ca(r)itas, la Vk

3.2  ofrent] ofrent la (la esp.)

3.10  visitança] visitança de (de esp.)

3.13  mey(sm)e p(er)] mey(sm)e p(er) lor (lor esp.)

3.16  trames la soa parola] trames la soa parola a (a esp.)

3.18  era] es Vk del sios fillz] del sios filz Vk las] las soas (soas esp.)

3.20  poys] poys d (d esp.)

3.23  Isr(ae)l, ço es] Isr(ae)l, ço est Vk

3.33  p(erson)a] p(erson)a de l’esp(er)it (de l’esp(er)it esp.)

4.2  Ossana] Osanna Vk

4.5  e li] e li o (o esp.) tio s(aint)] tio s(aint) nom (nom esp.)

4.6  a venir, e] a venir Vk

4.9  veniança a] venjança e Vk saints] fait (correz. di Brenon, così come nella Vulgata) salve e] salve e esle (esle esp.)

4.10  Segno(r) en] Segno(r) en la (la esp.)

4.15  re(n)dra a] re(n)dra e Vk

4.23  dit] dit ço es (ço es esp.)

4.24  segnoria q(ue)] segnorias q(ue) Vk dals] dels Vk destra] destra so (so esp.)

4.28  delo] del Vk

5.2  sia faita] sia faite Vk

5.11  al] el Vk

5.13  obre en] obre e en

5.19  la soa] la soa a(r)ma (a(r)ma esp.)

6.6  mostra] mostre Vk

6.14  p(er)duda] p(er)duda dis (dis esp.) cosas de la] cosas de Vk

6.20  de la soa] de la Vk M(as) lo Dio de tota] M(as) lo Dio de tota par (par esp.)

6.24  apropie] aproprie Vk

7.13  q(ue) el] q(ue) Vk

7.15  E al] E als Vk

8.11  vostre] nostre Vk

8.12  fos dona eisenple] fos dona eisemple Vk

8.13  del] dels Vk del Segno(r) (Segno(r) esp.)

8.20  sara] sera Vk

8.22  caosas] coasas Vk

8.31  q(ue) vos] q(ue) Vk

9.2  facia del] facia del Segno(r) (Segno(r) esp.)

9.10  cal es] cal es seta (seta esp.)

9.27  trenche los] trenche lo Vk cal li] cal il Vk

9.36  nos] vos (correz. di Brenon) caocigara] caocigera Vk

10.3  lo(n)zeana] lo(n)zeana region (region esp.)    gra(cia)s] gra(n)s Vk gra(cia)s al sio Dio (al sio Dio esp.)

10.4  entro] entro entro

10.8  nos vive(n)] nos vive(n) i (i esp.)

10.8-9  In Vk manca al Segno(r) more(n). Do(n)cas o si nos vive(n) o si nos more(n)

11.4  ço es] ço est Vk

12.8  sac] sanc (correz. di Vk)

12.9  dels] del Vk



1.1  Ger 31,8-9

1.2-3  Ger 29,10.12-14

1.4  Lc 19,10

1.6  Gv 16,20

1.7  Lc 18,1

1.8  Mc 14,38

2.2  Sal 140,2 Gc 1,17

2.3 1Cor 13,10

2.4 2Cor 1,3

2.5 Sal 106,8

2.6 Eb 12,9

2.8 Ef 3,15 Ef 4,6

2.9 Sal 122,1

2.11  1Gv 4,8

2.12  Sal 18,7

2.13  Gv 8,42

2.14  Gv 16,28

2.15  Gv 3,13

2.16  Gv 14,11

2.17  Gv 10,38

2.18  Ef 4,6

2.19  Rm 11,36

2.20  At 17,28

2.21-22 Gv 17,20-21

2.23 Ascensione d’Isaia 8,7-8

2.24 Is 45,8

2.25 Ct 5,2

2.26 Gc 1,17

2.27 Dn 7,13

2.28 Ap 1,7

2.29  Sal 67,35

3.2 Ez 36,22

3.3 Rm 2,24

3.5 Is 65,24

3.6 Ez 36,23-24

3.8 Dt 32,5

3.10 Mt 26,39

3.11 Lc 22,42

3.12 Gv 17,19

3.13 Eb 13,12

3.14  Rm 4,8

3.15 Rm 11,29

3.16 Is 9,8

3.17 Sal 13,7

3.18 Is 29,22-23

3.19 Ez 36,8-10

3.20 Sal 71,3

3.21 Sal 120,1

3.22 Sal 86,1

3.23 Gv 6,44    Dt 32,9    Is 19,25

3.24 Os 11,4    Col 3,14

3.27 Sal 15,6

3.28 Sal 139,6

3.29 Sal 118,61

3.30 Sal 115,16-17

3.31 Is 5,18

3.33 At 20,22

3.35 Sal 65,9

4.2 Mc 11,9-10

4.4 Dn 2,44

4.5 Sal 144,10-13

4.6 Ap 1,4-6

4.7  Ap 5,8-10

4.8 Sal 67,33

4.9  Sal 21,23 2Tess 1,7-8 2Tess 1,10 Mt 24,31    Ap 22,12

4.10-11 1Tess 4,13-18

4.12-13 Mc 13,26-27

4.14 Mt 24,3

4.15  Rm 2,6-10

4.16 Sal 79,2-3

4.17 Ap 22,17

4.18 Ap 22,20

4.19 Ap 3,11

4.20 Ap 22,12

4.21 Gc 5,8

4.22 Eb 10,37

4.24 Is 9,7    Ef 1,20-21

4.25 Col 1,16

4.26 Col 2,15

4.27 Ap 1,8; 21,6

4.28 Ml 3,1-2

4.29 2Pt 3,3    2Pt 3,4    Cfr. Eb 10,37

4.30 Mt 24,29-30.37

4.31  Mt 25,31-32

4.32  Ap 1,7

4.33 Ap 16,15 1Tess 5,5.8 2Pt 3,10

4.34 1Tess 5,2

5.3-4 1Tess 4,3-6; 5,14-18

5.5 Ef 1,11    Gv 6,38-40

5.6 Cfr. Rm 12,2

5.8 Eb 13,21

5.9  Mt 11,25

5.11 Sir 16,18-19

5.14 Sal 62,4-5

5.15 Sal 40,5

5.16 Sal 119,2

5.17 Sal 114,7

5.18 Sal 145,2

5.19  Sal 102,1.4

6.2  1Co 10,17

6.3 Sal 106,5    Lm 4,4

6.4 Sal 97,3    Lc 1,53

6.5 Gv 6,51 Is 9,6

6.6 1Co 13,4.7

6.7 Gb 10,12

6.8 Pr 18,14

6.9 Rm 8,26

6.13 Sal 38,8

6.14 Sal 138,15

6.15 Sal 68,2-3

6.16 At 4,24-25

6.17 Sal 138,16

6.18 Sal 72,22

6.19 Cfr. Rm 1,3    Ef 4,9-10

6.20  1Pt 5,10

6.21 Sal 117,24

6.22 Sal 18,3

6.22-23  Gv 12,49-50

6.24 Rm 13,12

6.25 Eb 4,6-7

6.26 Col 3,14    1Cor 13,10

6.27 1Cor 13,1-2

6.28 Mt 5,48

7.2 Lc 11,4

7.3 Is 43,27

7.4 Lc 15,18.21

7.5 Sal 50,6

7.6 Bar 6,1

7.7 Dn 9,4-7.16

7.8 Tt 3,3

7.9 Ger 9,4-5

7.10 Ez 22,6-7.11

7.11 Sap 14,23-26

7.12 Lc 6,37; Mt 6,15

7.13 Mt 18,35

7.14 Ef 4,32

7.15 Col 3,13

7.17 2Gv 5

7.18 Rm 8,12

7.19 Rm 13,8

7.20 Gv 15,17

7.21 1Gv 4,11; 3,23

7.22 Lc 11,4

8.2 1Cor 10,12-13

8.3 Eb 4,15

8.4 Eb 2,18

8.5 Sap 3,1.5-6

8.6 Eb 11,17

8.7 1Pt 4,12-13

8.8 Gc 1,14

8.9 Mt 4,1.3

8.10 Lc 4,13

8.11 1Tess 3,5

8.12 Tb 2,12

8.13 Gc 5,10

8.15 Cfr. Eb 3,9

8.16 1Cor 10,9

8.17 Is 27,8

8.19 Sap 3,5-6

8.20 Gc 1,12

8.21 Lc 22,28-30

8.23 Sap 3,5

8.24 Gc 1,12

8.25 Sir 4,12.16.18-21

8.26 1Tm 6,9

8.27 Ap 2,10

8.28 Ap 3,10

8.29  Sal 25,2

8.30  Lc 22,31-32

8.31 Mt 26,41

9.2 Ger 13,17

9.3  Lc 12,32

9.4-5 Ger 50,33-34

9.6 Mt 6,13

9.9 Mt 13,19

9.10 Mc 4,15

9.11 Lc 8,12

9.12 Mt 13,27

9.13 Mt 13,39

9.14 Sal 139,2

9.15 Sal 55,2

9.16 Sal 43,26

9.17 Gb 34,29-30

9.18 Gb 16,12

9.19 Sal 142,1.3

9.20 Lm 1,16; 2,22

9.21-22 Bar 4,9-10.25

9.23 Rm 16,20

9.24-26 Lm 1,10; 4,12; 2,7

9.30 Ger 50,17

9.31-32 Is 10,12-14

9.33 Ez 31,3-4. 8-9

9.34 Ez 32,22-23

9.35 Os 11,5

9.36 Mi 5,6

9.37 Is 49,24

9.39-40 Ger 31,10-12.14

9.41 2Tm 2,26    Mt 6,13

10.2  Dn 7,17-18

10.3 Lc 19,12    Ap 5,9-10

10.6 Sal 118,94

10.7 Sal 118,125

10.8-9 Rm 14,7-8

10.10 Sap 15,1-2

11.3 Sal 37,11

11.4 Sal 30,11

11.5 Lm 1,14

12.4 Ez 18,4

12.5 Sal 107,2

12.6 Sal 56,9

12.7 Sal 56,9

12.8 Sal 29,12-13

12.10 Sal 43,2

12.11 Sal 21,5-6

12.12 Ap 7,12    Ap 1,7

12.14 Eb 2,15